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Elenco dei sentieri
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I SENTIERI


Il crinale tosco-emiliano
Comunalie interessate : Montegroppo, Groppo, Boschetto, Tombeto

Lunghezza: 9.800 metri
Durata media: 6-7 ore
Livello di difficoltà: medio-facile

Clicca per ingrandire Splendidi boschi di faggi, interrotti da antiche torbiere ed estese brughiere, coprono il crinale montano che fa da corona alla valle del Gotra, elevandosi sino ai 1639 metri di altitudine del Monte Gottero, la maggiore cima della zona, meta finale della presente escursione.

L'itinerario, di facile percorrenza ma molto lungo (6-7 ore, per cui è meglio organizzarsi con due macchine per il ritorno), prende l'avvio dalla località Pradeschei/Fontana del Faggio, raggiungibile in auto da Albareto-case Ghiri.
Viene proposto il sentiero a crinale, ricco di saliscendi in mezzo alle faggete; chi volesse può percorrere un tratto in Toscana, seguendo le indicazioni bianco-rosse dell'Alta Via dei Monti Liguri; questo percorso è meno impegnativo ma forse meno suggestivo.


Il sentiero punto per punto...

1 Pradeschei
(Distanza dalla partenza - - Distanza dall'arrivo 9.800 metri)
L'ampio piazzale parcheggio dove lasceremo le auto è stato ricavato drenando parte di una torbiera, al margine della faggeta.
La torbiera è una prateria umida derivata dall'interramento, durato secoli, di un precedente laghetto, ad opera di vegetazione palustre.
In condizioni normali la vegetazione dovrebbe decomporsi, trasformandosi in sostanza inorganica; invece le acque acide rendono difficile una completa decomposizione, preservando le sostanze vegetali che danno origine alla torba.
In questo habitat particolare vegetano specie particolari, come la Drosera rotundifolia, una piccola pianta carnivora.
2 I Vergastrelli
(Distanza dalla partenza 1.300 metri - Distanza dall'arrivo 8.500 metri)
Una mezz'ora di cammino ci conduce fuori dal bosco sulla grande brughiera del Monte Vergastrelli. Nei pressi della capanna della Comunalia di Albareto da una fontana sgorga anche in estate un'acqua gelida e abbondante. La brughiera è un ambiente aperto formato da graminacee e ericacee (brugo, erica e mirtilli), punteggiata di ginepri e sorbi. Si prosegue mantenendo la stessa quota su una pista forestale attraverso il Pian di Burano, una foresta di grandi faggi, tra cui un esemplare più che secolare, di grandissime dimensioni (sotto strada, in un punto di leggera discesa).
3 Il Torrente Lecora
(Distanza dalla partenza 3.300 metri - Distanza dall'arrivo 6.500 metri)
La strada termina bruscamente sopra il corso del Torrente Lecora, un limpido corso d'acqua che in periodi piovosi diventa un torrente impetuoso e turbolento.
Questa località, chiamata Forcelli, è il punto in cui confluiscono numerosi rivi che discendono, a ventaglio, dai versanti circostanti. Nelle acque può capitare di osservare il merlo acquaiolo, l'uccello palombaro.
Sulla riva una targa in marmo ricorda un terribile incidente aereo del 1964, quando un aereo privato in avaria riuscì ad atterrare senza danni sulla neve alta un metro. Dei due occupanti uno era lievemente ferito; l'altro, illeso, si allontanò per cercare aiuto, ma morì affogato nel torrente. Fu trovato giorni dopo da alcuni pescatori; solo dopo altri giorni di ricerche furono trovati l'aereo e l'altro passeggero, ormai deceduto.
La strada qui si trasforma in un sentiero che si inoltra nel bosco.
4 Il Passo del Focetto
(Distanza dalla partenza 4.600 metri - Distanza dall'arrivo 5.200 metri)
Una ripida ma breve salita attraverso un bosco di splendidi faggi conduce infine sul crinale, che in questo punto è coperto dal bosco.
Un palo con segnavia ci rammenta che siamo giunti sul percorso di crinale dell'Alta Via dei Monti Liguri.
Proseguiamo sulla destra, verso ovest, diretti verso il Gottero; nel caso di maltempo, però, possiamo puntare in direzione opposta, verso il passo dei Due Santi, da cui in breve rientrare a Pradeschei.
Siamo in una zona particolarmente selvaggia dell'Appennino, lontana da strade e insediamenti: non è raro osservare specie animali interessanti, come caprioli, aquila reale (nella foto) o segni (impronte ed escrementi) del lupo.
5 La Costa delle Piane
(Distanza dalla partenza 5.500 metri - Distanza dall'arrivo 4.300 metri)
Ad un tratto il bosco si fa più rado ed il sentiero esce allo scoperto, nell'unico tratto non forestale di questa porzione di crinale.
In primavera-estate questi pascoli si ammantano di flora spontanea, come genziane, campanule, crochi e orchidee sambucine, dai tipici fiori gialli oppure rossi (nella foto). Il nome di questo fiore deriva dal profumo, intenso nei giorni caldi, che ricorda quello del sambuco.
In questo punto troverete il bivio che vi porta, a sinistra, lungo il sentiero che passa attraverso la Toscana, segnato dall'Alta Via dei Monti Liguri in bianco e rosso. Questa deviazione scende anche molto di quota, attraverso enormi e suggestivi massi staccatisi dalla montagna; di questo percorso vi proponiamo la cartografia con sfondo 1:25.000 nel pdf sottostante.
Il percorso proposto dal sito tiene invece interamente il crinale, con molti saliscendi; è più faticoso ma, secondo noi, più affascinante.
6 La Foce dei Tre Confini
(Distanza dalla partenza 8.750 metri - Distanza dall'arrivo 1.050 metri)
Il sentiero, al termine di una piccola salita, giunge ad una piccola sella segnata da un piccolo monumento e da un cippo in pietra.
Siamo alla Foce dei Tre Confini (m 1408 slm), il punto in cui si toccano i confini di tre regioni: Emilia Romagna, Toscana e Liguria.
Il pilone in pietra fa parte della serie di cippi di confine apposti nel 1826 tra il Ducato di Parma, il Granducato di Toscana e il Regno di Sardegna; il monumento invece fu apposto dal Club Alpino Italiano in occasione del centenario dell'Associazione.
Siamo ormai vicinissimi alla meta, solo una ripida salita di circa mezz'ora ci divide da essa.
7 La vetta del Monte Gottero
(Distanza dalla partenza 9.800 metri - Distanza dall'arrivo -)
Ed eccoci giunti alla vetta, segnata da una grande croce in ferro, contorta dall'azione delle intemperie, che provocano condizioni proibitive in inverno.
La croce fu eretta nel 1933, in occasione dell'Anno Santo.
Dalla vetta, nelle rare giornate perfettamente limpide, si gode di una vista spettacolare sulle Alpi, dal Monviso al Monte Baldo, sulla costa ligure da Savona alla Francia, sulle Apuane, sulla costa toscana da Sarzana a Grosseto, all'Isola d'Elba, Capraia, Corsica.


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