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Al Monte Ribone |
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Comunalie interessate : Buzzò, S.Vincenzo-Rovinaglia Consorzi interessati : Monte Croce di Ferro |
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Lunghezza: 7.750 metri
Durata media: 4-5 ore
Livello di difficoltà: facile |
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La dorsale che fa da spartiacque tra le valli del Tarodine e del Gotra, tra i comuni di Albareto e Borgo Val di Taro, è caratterizzata da un'unica, estesissima formazione forestale, suddivisa tra diverse comunalie: San Vincenzo-Rovinaglia, Gotra, Buzzò ed Albareto. Un facile percorso, quasi tutto su pista forestale, che da Buzzò conduce al Monte Ribone (m 1288), permette di apprezzare i mutevoli aspetti del bosco.
| Il sentiero punto per punto... |
| 1 |
Buzzò |
| (Distanza dalla partenza - - Distanza dall'arrivo 6.750 metri) |
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| La frazione albaretese di Buzzò (m 741) si raggiunge da Gotra, sulla provinciale Borgotaro-Bedonia. Il percorso inizia alle spalle della Chiesa, risalente al XVII secolo, che domina il piccolo nucleo di case, strette l'una all'altra tra orti e piccoli giardini, nella bella stagione affollati di fiori.
Poco distante dalla chiesa, a fianco del cimitero, è visibile un bell'oratorio con grandi colonne.
Dietro la chiesa troviamo subito una biforcazione; noi andiamo a sinistra. Il percorso, una larga strada forestale, si immerge subito nel castagneto che ammanta il versante montano alle spalle del paese, e che in questa zona si presenta ancora ricco di grandi esemplari plurisecolari.
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| 2 |
Lago Pavè |
| (Distanza dalla partenza 2.400 metri - Distanza dall'arrivo 4.350 metri) |
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| Una deviazione a destra porta al Lago Pavè. Il "lago" che dà il nome a questo pianoro prativo è in realtà uno stagno di modeste dimensioni, ma importantissimo per la fauna, come fonte di abbeverata e come centro di riproduzione per molte specie di anfibi: rane agili, rospi, tritoni comuni (nella foto) e tritoni apuani. Allo sciogliersi della neve, questi animali si destano dal letargo invernale ed accorrono allo specchio d'acqua, esibendosi in accoppiamenti collettivi della durata di alcuni giorni, fino all deposizione delle uova, per poi scomparire inghiottiti dal bosco, fino alla prossima stagione riproduttiva. |
| 3 |
Monte Pero |
| (Distanza dalla partenza 4.800 metri - Distanza dall'arrivo 1.950 metri) |
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| La strada, dopo gli ultimi tornanti, raggiunge il crinale, relativamente piano, e si innesta sulla pista che lo percorre. Andiamo a destra: il percorso passa tra due ali di folti cespugli di erica e brugo, ammantati di fiori rosa rispettivamente in primavera e in autunno. Il bosco è ancora costituito prevalentemente da castagni, un tempo essenziali alla sopravvivenza delle popolazioni montanare, che dal frutto traevano il principale nutrimento.
La zona è chiamata Monte Pero; il nome non deriva dal frutto, ma da San Pietro, cui è dedicata una maestà che si incontra lungo il percorso.
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| 4 |
La pineta di Nola |
| (Distanza dalla partenza 5.650 metri - Distanza dall'arrivo 1.100 metri) |
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| Improvvisamente il castagneto cede il passo ad un'antica piantagione di conifere: si tratta di pini neri, abeti rossi e abeti bianchi, impiantati nei primi decenni del secolo scorso per dare copertura ad una zona degradata dal pascolo. Oggi l'aspetto della pineta è suggestivo e l'ambiente, se pur artificiale, attrae molti animali: scoiattoli, caprioli e piccoli uccelli come le cince dal ciuffo e i fiorrancini. Ad un certo punto la strada si biforca: per andare al monte Ribone si tiene la principale; la deviazione in discesa a sinistra porta a Nola. |
| 5 |
Nola |
| (Distanza dalla partenza 6.330 metri - Distanza dall'arrivo 1.780 metri) |
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| La discesa, prima nell'abetina, poi tra cortine di lamponi, conduce ad ampi prati sulla sponda sinistra del torrente Tarodine. Siamo a Nola, una località un tempo punteggiata da "caselle", piccoli edifici in pietra con tetti in paglia di segale, utilizzata per l'alpeggio dagli abitanti di Rovinaglia, una frazione di Borgotaro. Nei mesi estivi le famiglie lasciavano le abitazioni principali e si recavano a Nola col bestiame, dedicandosi al pascolo, alla cura del castagneto, alla coltivazione di patate e sagale. Solo il giorno dei Morti, completata la raccolta delle castagne, si tornava a vivere a valle. Purtroppo di questo antico villaggio è rimasto veramente poco, soffocato dall'avanzata del bosco e degli arbusti in seguito all'abbandono avvenuto ormai 50 anni fa.
Nel 2004, grazie ad un'esercitazione della Protezione civile e degli Alpini, si è ridata luce al villaggio, che ora si può ammirare, pur in decadenza, senza la vegetazione infestante. Le due foto mostrano le caselle fotografate agli inizi degli anni '90 (si nota ancora il tetto in segale, che adesso non s'è più) ed un panorama dei primi anni del secolo. |
| 6 |
Il Monte Ribone |
| (Distanza dalla partenza 7.650 metri - Distanza dall'arrivo -) |
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| Tornati indietro sulla strada principale, proseguiamo verso il Monte Ribone, lasciando dopo poco dietro di noi la pineta e inoltrandoci nel bosco, che ora è costituito da faggi, a testimonianza del passaggio di quota (ora siamo intorno ai 1200 m).
Dopo poco, ad un quadrivio, dobbiamo lasciare la strada per inerpicarci su un ripidissimo sentiero, a sinistra. In pochi minuti siamo sulla cima del Monte Ribone (m 1288), che segna il confine tra le Comunalie di Buzzò, Albareto e San Vincenzo-Rovinaglia. Sulla cima, pochi anni fa, è stata scoperta una pietra incisa, interpretata dagli archeologi come pietra tombale con iscrizione etrusca, a testimonianza dell'importanza di questa percorrenza nei tempi passati, per il commercio e le comunicazioni tra il mondo padano e quello mediterraneo. Pur non essendo tra le cime più alte del comprensorio, il panorama che si staglia è veramente stupendo, soprattutto nelle giornate prive di foschia.
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