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GOVERNO A CEDUO

Il governo di un bosco a ceduo presuppone la presenza di fusti chiamati polloni derivati, in seguito al taglio, dalla rinnovazione agamica di alcune gemme dormienti presenti sulle ceppaie. In pratica il soprassuolo, col taglio, viene sostituito esclusivamente nelle parte epigea, rimanendo le ceppaie viventi nel terreno. Il governo a ceduo è applicabile solo sulle specie dotate di capacità pollonifera, cioè dotate di gemme capaci di svilupparsi dopo il taglio.

Le specie principali presenti nell'Appennino dotate di questa facoltà e normalmente governate tramite ceduazione sono, in ordine di capacità pollonifera, il castagno, le querce ed il faggio; tutte le altre latifoglie sporadiche sono più o meno maggiormente dotate di gemme dormienti e anch'esse vengono ceduate insieme alle specie maggiori, mentre le conifere non hanno assolutamente questa capacità.

Questa forma di governo è regolata da precise norme contenute nelle Prescrizioni di Massima e Polizia Forestale. In particolare è importante osservare l'epoca di esecuzione dei tagli (Art. 11), il numero minimo di matricine da rilasciare al taglio (Art. 55) ed il turno minimo (Art. 57), che variano a seconda della specie prevalente e delle caratteristiche stazionali.

Il trattamento applicato normalmente ai cedui dell'Appennino è il taglio raso matricinato, dal quale si origina un popolamento coetaneo e nel quale le matricine hanno la funzione di disseminare e di sostituire le ceppaie esaurite.

GOVERNO A FUSTAIA